E San Pietro restituì le chiavi.

Ascolti un Papa che discute di affari internazionali, mentre un attore spiega la teologia in prima serata.
Preti e sacerdoti non insegnano più il catechismo, presumibilmente per non offendere le altre religioni, e allora sono altri, sedicenti intelligenti, a spiegarci San Pietro (il premio Oscar Roberto Benigni, i Vangeli (Corrado Augias), la Bibbia e San Francesco (Aldo Cazzullo), il Vecchio Testamento (Nicola Vendola) e così via.
E uno, che intelligente non è, come Chi qui scrive, si chiede: perché tanti intellettuali, spesso altrettanto sedicenti e orgogliosamente atei, di certo non organici alla Chiesa cattolica, si scoprono tutti improvvisamentie attenti esegeti di spiritualità e cattolicesimo? che senso ha e da dove nasce questo loro interesse profondo per i santi e i testi sacri della Cristianità?

Questo interesse nasce forse dalla rinuncia della Chiesa a svolgere il proprio compito spirituale, secolarizzandosi, come avvenne, in pratica e anche se il paragone per ora appare azzardato, come avvenne dopo il crollo di Roma, quando sorsero piccoli e grandi movimenti spontanei di rinnovamento spirituale e religioso?

Oppure, nasce da una, non si sa bene come, presunzione che induce intellettuali laici e personaggi dello spettacolo vari a ritenersi più competenti di duemila anni di studiosi, apologeti e preti e di avere dunque il dovere di prendere il posto della Chiesa nel rivelarci nuove e più vere interpretazioni fin qua mai rivelate?

Oppure, ancora, è solo una delle tante manifestazioni “usa e getta” della società dello spettacolo in cui viviamo, quella in cui la devota che recita solitaria il rosario in Chiesa appare ridicola e bigotta, ma l’attore che ci spiega in prima serata il vero San Pietro è lezione straordinaria di un genio del teatro*?

Quando un potere si ritira, si sa, un altro ne occupa il posto.
La Chiesa ha detenuto, nei secoli, due poteri: il secolare e lo spirituale, si sa anche questo.
Dalla Breccia di Porta Pia, il temporale, si può scrivere così, si è trasformato in diplomazia, spesso con risultati importanti. Ma nella tarda antichità, il potere temporale della Chesa sorse, fu e si sostituì a quello delle istituzioni della decaduta Roma, i vescovi divennero le nuove autorità cittadine, perdendo nel contempo la propria missione spirituale, a vantaggio di monaci e monasteri e movimenti religiosi spontanei. E questo fenomeno ben conosciuto e studiato dagli esperti.

Tutto da capire è invece il fenomeno odierno, se occasionale, editoriale, o se potrà avere sviluppi più profondi. Di certo, nel frattempo, rischiamo che San Pietro restituisca le chiavi e la portineria resti vacante.

*Ovviamente, rimane anche l’opzione che, a morte più vicina, tanta baldanza laica inizi a vacillare e, per riflesso condizionato o non, si cerchi una finestra, opportunatamente lasciata aperta, per rientrare là da dove si era usciti a petto gonfio dalla porta. In tal caso, il richiamo individuale a ritrovare un po’ di spiritualità eterna, si sa mai, si inserirebbe nell’abitudine al pubblico e al pubblicare le proprie vicende, dando vita al fenomeno attuale. Tale spiegazione, comunque, non è alternativa a quelle sopra tentate, bensì semplice e banale integrazione.

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