Tik Tok è un’arma


Lettera aperta di Domenico Fortugno, Segretario Nazionale di Settore CTS del FISI

Prefazione di Marina Lanza.
Si parla di Tik Tok e dei social in genere.
Alla luce degli effetti devastanti e mortali di certe challenge diventate virali in rete, Domenico Fortugno non ci scrive come Segretario Nazionale della FISI, ma come utente, cittadino, padre di famiglia seriamente allarmato: “Ci ho messo tre anni, per capirne le dinamiche perverse”.
Le parole delle sue considerazioni sono semplici, dirette e accorate, e lanciano un avvertimento chiarissimo: qualcosa che è entrato assiduamente nel nostro quotidiano, nelle nostre stesse famiglie, è arrivato con la dichiarazione d’essere social, di creare rete e di riunire comunità… ma ci sta portando all’isolamento, alla dipendenza, allo stato ipnotico e all’alienazione. E non solo.
Buona lettura.


Lettera aperta ai lettori di Usque Tandem di Domenico Fortugno, segretario nazionale del settore CTS, FISI.
17 giugno 2023.

Tik tok è un’arma non un social.
Dopo un’attenta analisi, sono arrivato alla conclusione che i social sono nati per dividere e non per unire, e tra i più potenti nell’ottenere questo è Tik Tok.
Questo social sta inebetendo letteralmente le persone.

Ormai la gente vive in casa, balla in casa, suona e canta in casa, cucina in casa o fa sfide fuori casa che spesso fanno danni irreparabili. L’illusione della notorietà e la possibilità di guadagnare dai like o dalle ore di diretta, sta, in modo esponenziale, facendo letteralmente rincretinire tutti coloro che usano questo social per oltre 15 minuti di fila.

Anch’io l’ho usato in questi anni e ho raccolto dati sufficienti per poter giungere alle seguenti considerazioni.
Ormai si ammette candidamente che “se non hai dei social non sei visibile” o che “non sei nessuno se non hai 10mila o centomila like”.
E si fanno follie, pur di conquistare un like in più.
S’è iniziato con il Tamagogi, quanti se lo ricordano?
Era una fase sperimentale che avrebbe proiettato dei dati allarmanti, dati che si sono rivelati più che veritieri.

Oggi siamo all’illusione di massa che ha come stuzzichino il denaro. Nel frattempo, i social di maggiore diffusione come Facebook e Instagram, sempre più censori e meno credibili, sono stati quasi del tutto emarginati e soppiantati dalla forza di comunicazione veloce, e spesso erronea, di Tik Tok.

Adesso, la vera rivoluzione intellettiva e sociale, è la comunicazione di un vissuto personale, riportato con la parola scritta su carta.
La parola sulla carta rimane, crea e dà memoria alla Storia.
Con i mezzi digitali, la Storia stessa può essere completamente ritrascritta con un click, confondendo le memorie dell’uomo.
Così, la prima versione, l’originale, quella più vicino alla verità, è cancellata per sempre.

Internet non è il luogo della verità, né il luogo della conoscenza, sopratutto adesso che viene spesso utilizzato per distorcere la realtà, dando spazio e credibilità alla palese menzogna calata dall’alto dai potenti che vogliono il dominio assoluto sull’uomo e sulla sua mente.

A tal fine, Tik tok ha algoritmi programmati a deviare i pensieri delle persone e a raccogliere dati biometrici facciali per rilevarne ogni minimo segnale per profilare il carattere, le espressioni, le reazioni a quanto viene detto o vissuto via social in quel momento.
Nel mentre, le paure si fanno strada e la gente si isola nelle proprie case, pensando che basti la presenza sui social per diventare famosa dal divano e non comprende che, così, nel momento in cui accarezza l’idea della facile celebrità, diventa schiava del proprio ego.

Cosa fare, per liberarci dal cappio dei social?
Torniamo ad abbracciarci, a stringerci la mano, a guardaci negli occhi con la gioia dell’incontro senza diffidenza. Torniamo a fidarci del nostro prossimo: non siamo né bianchi e né neri né gialli né rossi, ma siamo esseri umani, unici nelle nostre diversità ma tutti con un cuore e un cervello che possono usare per il bene e per la libertà, non per il male e la prigionia.
Torniamo ad alzare gli occhi, torniamo a guardare il cielo.
Guardiamo il nostro prossimo, guardiamo alle cose vere che abbiamo attorno.
Stacchiamo gli occhi dalle catene subdole che i potenti ci propinano per ammansirci e per schiavizzarci: convincendoci che la libertà sia solo in quello schermo di 6 pollici, ci fanno trascurare la visione della natura, la panoramica reale del mondo davanti a noi senza limiti, bordi, filtri e finte illusioni.
Torniamo al desiderio di libertà, riprendiamoci la nostra vita e armiamoci.
Saremo un futuro migliore per tutti e lo potremo garantire alle prossime generazioni.

Basta con i social che dividono e ci mettono in una condizione di diffidenza reciproca, purifichiamoci nella mente e nell’anima, consapevoli che, se vogliamo essere degli eroi per tutti, per prima cosa, dobbiamo esserlo in famiglia, proteggendo i nostri figli dalle deturpazioni che ci propinano quelle menti malate.

Menti malate che vogliono a tutti i costi far passare una certa tecnologia per progresso e avanguardismo, quando nella realtà è solo mancanza di una vera e pronta cultura del bene, della morale e del rispetto della libertà e della democrazia.

Meno social e più sociali.
Torniamo a uscire, riprendiamoci il nostro mese di ferie, chiudiamo i supermercati e riapriamo le piccole botteghe.
Che la domenica ogni negozio sia chiuso, si patirà solo la domenica o il mercoledì, ma andiamo tutti a prendere il sole che ci fa bene e facciamo passeggiate in compagnia, in ogni dove.

Insomma, torniamo a vivere la vita come dono inestimabile unico e meraviglioso, che spesso sottovalutiamo e sprechiamo per la nostra cecità.

17.06.2023 Domenico Fortugno

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