Emergenza democrazia in Italia

di Matteo Gracis

Testo completo dell’appello.


Buongiorno,
mi chiamo Matteo Gracis e sono un giornalista indipendente.
Questa è una denuncia della grave situazione in cui versa l’Italia oggi. La democrazia nel nostro Paese è stata compromessa e molti di noi temono che non venga più ripristinata, nel nome di un’infinita e discutibile emergenza.
Nel febbraio 2021 a capo del governo si è insediato Mario Draghi, economista e banchiere, ex uomo della Goldman Sachs, ex Presidente della BCE (Banca Centrale Europea) e attuale membro del Gruppo dei Trenta, nonché uno dei principali responsabili del tracollo economico e sociale della Grecia nel 2015.
Dal suo insediamento, il governo Draghi ha già utilizzato 35 volte il voto di fiducia, uno strumento che permette alla maggioranza di approvare leggi e decreti esautorando di fatto le funzioni del Parlamento. La fiducia, impedisce infatti ogni discussione e modifica ai testi portati in aula dall’esecutivo.
L’opposizione – già quasi inesistente – non ha ora più alcun senso di esistere così come le opinioni all’interno dei diversi schieramenti: siamo di fronte a un unico grande partito che governa l’Italia ignorando completamente le volontà e le necessità dei cittadini italiani.
Le minoranze, che la democrazia deve comunque sempre rispettare e tutelare, oggi in Italia vengono letteralmente perseguitate.
Sono diversi infatti gli articoli della Costituzione Italiana che questo governo sta apertamente violando: dall’articolo 4 che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, all’articolo 13 che dichiara come la libertà personale sia inviolabile. E ancora l’articolo 21 che difende la libertà di parola e pensiero o l’articolo 24 che sancisce come tutti possano agire in giudizio per la tutela dei propri diritti. È stato addirittura compromesso e limitato il diritto a manifestare. In questo stato ora non c’è alcuno spazio per chi non è allineato alle direttive delle autorità. Ma questa è una caratteristica tipica dei regimi dittatoriali, non certo delle moderne democrazie.
Le conferenze stampa indette dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, sono piene di fake news e falsità: tra le più note, la dichiarazione “non ti vaccini, ti ammali, muori” rilasciata nel luglio scorso o quella che prometteva ai cittadini un veloce ritorno alla “normalità” grazie al Green Pass nonché la sicurezza di non contagiare né contagiarsi garantita ai vaccinati, nell’ottobre 2021. Dichiarazioni, che nessuno si azzarda a smentire né correggere. E anche le poche innocue domande che vengono poste dai giornalisti, non trovano risposta.
Nel mentre il governo in questione porta avanti ed approva leggi che sono a favore di pochi e a svantaggio della collettività, come l’abolizione del tetto ai maxi stipendi dei dirigenti pubblici o la privatizzazione dell’acqua (quest’ultima inserita addirittura in un emendamento notturno azzerando in questo modo il dibattito con gli enti locali).
L’Italia, dal marzo del 2020, è uno tra gli stati al mondo che ha subito più limitazioni delle libertà personali per far fronte al Covid-19. Allo stesso tempo, il 90,57% della popolazione over 12, ha ricevuto almeno una dose di vaccino o è guarita da al massimo 6 mesi. Dunque “dovrebbe essere” (secondo il parere delle autorità) immunizzata. Ciò nonostante il 15 dicembre 2021 (data in cui le terapie intensive degli ospedali italiani erano occupate al 9,48% secondo i dati ufficiali), il governo ha prorogato nuovamente lo stato di emergenza, fino al 31 marzo 2022.
Contemporaneamente ha introdotto il super green pass, un lasciapassare necessario per lavorare, utilizzare mezzi pubblici, entrare nei ristoranti o praticare sport agonistico, rendendo di fatto obbligatorio (ma senza assumersi le responsabilità di eventuali reazioni avverse) un trattamento sanitario ancora in fase sperimentale e, alla luce dei dati ufficiali, dalla dubbia efficacia. Uno strumento discriminante per milioni di cittadini italiani.
Nonostante le istituzioni abbiamo ribadito più volte come tutto questo fosse stato messo in atto per far fronte all’emergenza sanitaria causata dall’avvento del Sars-Cov-2, in questi 24 mesi non si è provveduto in alcun modo a potenziare gli ospedali aumentando i posti in terapia intensiva né si sono prese in considerazione le cure domiciliari, che avrebbero potuto contribuire ad alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere. Al contrario, le cure, sono state addirittura ostacolate e sono stati attuali ulteriori tagli alla sanità pubblica.
In tutto questo il giornalismo in Italia è morto e si è trasformato in pura propaganda. I media si limitano a riportare le dichiarazioni del governo, sono diventati il suo ufficio stampa, non fanno più inchieste né domande scomode di alcun tipo. Non esiste più confronto o dibattito né viene dato alcuno spazio a voci critiche di dissenso. Immaginate quanto distorta possa essere la percezione della realtà dei cittadini. Se fuori c’è il sole ma la tv dice che piove, tutti escono con l’ombrello aperto. Ed è quello che succede da 2 anni a questa parte. Nel frattempo i contributi pubblici all’editoria sono cresciuti e sono stati addirittura stanziati dei fondi specifici per divulgare comunicazioni istituzionali.
Per cercare di arginare questa piaga, nella primavera dell’anno scorso insieme alcuni colleghi e collaboratori, abbiamo fondato un nuovo giornale online dal titolo “L’Indipendente”, senza pubblicità di alcun tipo né legami con partiti politici. Questo secondo noi è l’unico modo per offrire un’informazione imparziale e senza conflitti d’interesse. Per avere notizie verificate e aggiornamenti su quello che succede nel nostro Paese, vi invito quindi a collegarvi a www.lindipendente.online
La vera emergenza in Italia oggi non è sanitaria bensì politica, perché ci stiamo sempre più allontanando dalla vera democrazia avvicinandoci a una “dittatura educata”.
Presto inoltre l’emergenza sarà anche economica e sociale: siamo un Paese sull’orlo del baratro, dove a breve centinaia di migliaia di piccole-medie aziende saranno costrette a chiudere e dove le disuguaglianze sociali sono sempre più evidenti.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dovrebbe essere garante della Costituzione, avvalla invece qualsiasi delirio del governo e nel mentre, ha dichiarato di recente, vicino alla fine del suo mandato, di lasciare “un Paese unito”, quando forse non è mai stato diviso come in questo momento.
La colpa e la responsabilità di tutto questo non può esser data a un virus o una pandemia bensì alla sua gestione e nel nostro caso al governo Conte, al governo Draghi e a tutti i suoi ministri.
Resisteremo e ci batteremo, per i nostri diritti e per il nostro Paese.
Grazie per l’attenzione,

17 Gennaio 2022,

Matteo Gracis
www.matteogracis.it